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COS’E’ OPERA PLAY?

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Opera Play, Chi è di scena? – Le scuole all’opera, L’opera a scuola è un progetto del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto nato negli anni per avvicinare i giovani all’opera lirica. Ogni anno, da oltre dieci anni circa, 2000 bambini e ragazzi assistono annualmente a Spoleto ad un’opera nell’ambito della Stagione Lirica Sperimentale.

Ci chiamiamo Teatro Lirico Sperimentale in quanto sperimentiamo giovani cantanti lirici all’inizio della propria carriera. Selezioniamo i cantanti attraverso un concorso europeo di canto giunto alla 69 edizione, il più antico in Italia e tra i maggiori a livello internazionale, oltre a selezionarne altri in apposite audizioni o corsi di formazione.

Dopo il Concorso, i cantanti seguono un corso di perfezionamento a Spoleto, al termine del quale debuttano nella Stagione Lirica di Spoleto e dell’Umbria da noi organizzati. Assistono agli spettacoli critici, giornalisti, direttori artistici dei maggiori teatri ed agenti di artisti. I migliori continuano poi la carriera spesso affermandosi nei più prestigiosi teatri italiani ed internazionali.

Con Opera Play intendiamo diffondere la musica e il teatro musicale nella scuola e tra i giovani e per questo abbiamo organizzato e preparato due spettacoli che saranno direttamente presentati nelle scuole della città: La serva padrona di Giovan Battista Pergolesi e OperAzione Apollo su musiche di Monteverdi, Händel, Vivaldi, Mozart e Rossini.

Giorgio Bongiovanni e Massimo Tomassoni ne hanno curato rispettivamente la regia, mentre Irene Lepore, Lorenzo Orlandi e Luca De Marchis il coordinamento,

Protagonisti saranno gli allievi dei Corsi di Alta Formazione Professionale, quello per Cantante del Repertorio Barocco, Mozartiano e Rossiniano e per Pianista Maestro Collaboratore Sostituto del Teatro Musicale. Hanno studiato per tre mesi con ottimi insegnanti, si sono perfezionati dopo aver tutti conseguito il diploma in conservatorio, sono entusiasti e bravi e Opera Play sarà l’occasione di mettersi alla prova con un pubblico molto esigente, quello dei bambini e dei giovani in generale.

Questi i protagonisti di Opera Play:

Cantanti:

Chiara Notarnicola, soprano

Maria Chiara Gallo, mezzosoprano

Midori Kamishima, mezzosoprano

Chiara Manese, mezzosoprano

Candida Guida, contralto

Pedro Bomba, baritono

Eugenio Di Lieto, basso

Marco Simonelli, basso

 

Pianisti:

Battistella Cristina

Sara Dimattia

Yeshi Solomon Granieri

Na Qilun

Chiara Pulsoni

Manuela Ricci

Siciliano Eleonora

Spinsanti Fabio

Yin Bojie

Zanforlin Andrea Maria

É bene conoscere l’esistenza dell’opera lirica, una forma d’arte emblematica della cultura del nostro paese, un simbolo dell’Italia. L’opera e la musica più in generale sono cultura e la cultura deve essere considerata un bene primario, un bene indispensabile come l’acqua. E come l’acqua anche la cultura deve essere protetta, difesa.


“La cultura arricchisce sempre
La cultura permette di superare tutti i limiti
Chi ama la cultura desidera conoscere tutte le culture e quindi è contro il razzismo
La cultura, quindi anche la musica, è ascolto, che è la base del vivere civile e del pluralismo. Nelle orchestre con cui faccio musica, come ad esempio nell’Orchestra Mozart a Bologna, i musicisti vengono da tutta Europa.
Alle prove parliamo diverse lingue, ma spesso bastano solo degli sguardi e il sapersi ascoltare l’uno con l’altro
La cultura rende anche economicamente
La cultura è contro la volgarità e permette di distinguere tra bene e male
La cultura permette di smascherare sempre i bugiardi
La cultura è lo strumento per giudicare chi ci governa
La cultura è libertà di espressione e di parola
La cultura salva: sono stati la musica e i miei figli che mi hanno aiutato a guarire dalla malattia la cultura porta valori sempre e comunque positivi, soprattutto ai giovani con la cultura si sconfigge il disagio sociale delle persone, soprattutto dei giovani, il loro sentirsi persi e disorientati
La cultura è riscatto dalla povertà: in Venezuela, non certo un Paese ricco come l’Italia, José Antonio Abreu ha organizzato un sistema che in trent’anni ha insegnato la musica a 400.000 bambini e ragazzi, spesso salvandoli dalla droga, dalla violenza e dando loro un’opportunità di vita 
Cultura è far sì che i nostri figli possano andare un giorno a teatro per poter vivere la magia della musica, come feci quando avevo sette anni e una sera alla Scala decisi di riprodurre un giorno quella magia…
La cultura è un bene comune e primario, come l’acqua: i teatri, le biblioteche, i musei, i cinema sono come tanti acquedotti
La cultura è come la vita, e la vita è bella”
Claudio Abbado 
http://it.wikipedia.org/wiki/Claudio_Abbado
L'OPERA RACCONTATA - VIDEO

In questa sezione potrete collegarvi ai link di alcuni interessanti video sulla storia dell’opera lirica 

L’OPERA ITALIANA E L’EUROPA

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http://www.raiscuola.rai.it/articoli/l-opera-italiana-e-leuropa/3268/default.aspx

Il musicologo Giampiero Tintori, il critico Giorgio Pestelli e Franca Angelici, professoressa di letteratura teatrale, tracciano la storia e le caratteristiche dell’opera italiana. Dalla nascita, a Napoli, dei conservatori, originariamente sorti come orfanotrofi dove si impartiva ai bambini l’educazione musicale, al ruolo eminente dei musicisti italiani nel panorama europeo, alle figure di celebri librettisti come Carlo Goldoni e Lorenzo Da Ponte. Presenti nell’unità sequenze tratte da Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa, L`Olimpiade di Niccolò Jommelli, Il barbiere di Siviglia di Giovanni Paisiello, La serva padrona di Gian Battista Pergolesi, Il mondo della luna di F. J. Haydn.

L’OPERA BUFFA

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http://www.raiscuola.rai.it/articoli/l-opera-buffa/3257/default.aspx

Le interviste al musicologo Giampiero Tintori e al compositore Roberto De Simone, si intrecciano, intervallate da spezzoni di filmati d`opera (tra cui L`amor contrastato di Giovanni Paisiello e La serva padrona di Giovanni Battista Pergolesi) nel descrivere la nascita dell`opera buffa e le sue caratteristiche peculiari. Nata nel XVIII secolo, l’opera buffa si caratterizzò per l’argomento comico, l’uso di cantanti-attori e la parodia dei generi musicali aulici.

LA SCENOGRAFIA DELL’OPERA

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http://www.scuola.rai.it/articoli/opera-lirica-la-scenografia/2949/default.aspx

L’unità si apre sulle note dell`opera seria Artaserse di Johann Adolf Hasse. Il musicologo Giampiero Tintori racconta alcune caratteristiche dell’opera seria settecentesca. Era uno spettacolo grandioso, che poteva richiedere scenografie immense e assai elaborate da ingegneri teatrali e artisti del calibro di Parigi e Bibbiena. In piena epoca barocca, le macchine teatrali erano l’attrazione principale. Servivano a creare le nuvole, gli dei, le tempeste, e ambientazioni magiche. Si fa un breve riferimento al teatro di Drottningholm, che ha riaperto dopo due secoli e mezzo di assoluto letargo. Sono state trovate macchine sceniche ancora perfettamente funzionanti. La musicologa Mercedes Viale Ferrero illustra le macchine sceniche del settecento. Il palcoscenico veniva tagliato, in modo da poter utilizzare la tecnica dei movimenti orizzontali e verticali delle scene. Nel ‘700 la scena doveva essere adeguata a un sistema drammatico razionale. Lo spazio veniva quindi usato in base alle esigenze, e quindi ingrandito o limitato in base al grado di intimità o solennità richiesto dall’azione. Le azioni drammatiche infatti si vanno via via differenziando, a causa del rapporto più stretto scena e parola, dovuto a una drammaturgia nuova, introdotta da Metastasio. Un ascolto da La schiava liberata di Nicolò Jommelli chiude l’unità.

LE ORIGINI DEL MELODRAMMA

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http://www.scuola.rai.it/articoli/il-melodramma-origini/3139/default.aspx

Nel 1581 Vincenzo Galilei, padre di Galileo, scriveva il Dialogo della musica antica e moderna, nel quale affermava che la polifonia era oramai un’espressione musicale che apparteneva al passato, e che il musicista moderno doveva tornare all’antica monodia accompagnata dal “favellar cantando”. Le forme musicali tipiche del XVI secolo che già avevano insite in loro una trama teatrale, come i madrigali polifonici e drammatici e le commedie armoniche, si organizzarono mano a mano nel melodramma, spettacolo dove musica, poesia e scenografia si fondevano in un unico avvenimento. È interessante vedere come la ricerca di forme teatrali e musicali d’avanguardia, operata soprattutto a Firenze nell’ambito del cenacolo della Corte dei Bardi, si realizzi in effetti nel ritorno all’antichità, nella riproposta di quel rapporto tra parola e musica che si supponeva esistesse nella drammaturgia greca. Attraverso alcune immagini tratte da l’Euridice (1600) di Jacopo Peri e l’ Orfeo di Claudio Monteverdi (1607), con l’aiuto dei musicologi Giampiero Tintori e Fausto Razzi, ricostruiamo la storia e le caratteristiche peculiari del melodramma.

STORIA DEL MELODRAMMA ITALIANO, CLAUDIO MONTEVERDI

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http://www.scuola.rai.it/articoli/claudio-monteverdi-storia-del-melodramma-italiano/3008/default.aspx

L`unità tratta da Amami Alfredo del 1991, si apre con un brano tratto dalla favola di Orfeo di Claudio Monteverdi. Il melodramma, così come racconta il musicologo Claudio Gallico, venne eseguito per la prima volta il 24 febbraio del 1607 alla corte dei Gonzaga di Mantova.
Claudio Monteverdi nacque a Cremona nel 1567, suonatore di viola, cantante di madrigali e compositore, tra le sue opere si ricordano:Orfeo, Il ritorno di Ulisse in patria e l`Incoronazione di Poppea.

GIUSEPPE VERDI

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http://www.raistoria.rai.it/articoli/verdi-maestro-del-melodramma-italiano/11915/default.aspx  

L`unità tratta da Amami Alfredo del 1991, si apre con un brano tratto dalla favola di Orfeo di Claudio Monteverdi. Il melodramma, così come racconta il musicologo Claudio Gallico, venne eseguito per la prima volta il 24 febbraio del 1607 alla corte dei Gonzaga di Mantova. Claudio Monteverdi nacque a Cremona nel 1567, suonatore di viola, cantante di madrigali e compositore, tra le sue opere si ricordano:Orfeo, Il ritorno di Ulisse in patria e l`Incoronazione di Poppea.

LA BOHÈME

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http://www.raiscuola.rai.it/articoli/giacomo-puccini-la-boh%C3%A8me/3104/default.aspx  

Il 22 dicembre 1858 nasceva a Lucca Giacomo Puccini (morto a Bruxelles il 29 novembre 1924), il più importante compositore italiano della generazione post-verdiana e uno dei massimi operisti della storia.Tratto dalla serie Amami Alfredo, il filmato esplora i temi della poetica e della melodia nell`opera di Giacomo Puccini. Il video comprende degli spezzoni di filmati d`opera e alcuni brani tratti dalla “Bohème” con Luciano Pavarotti.

ROSSINI E L’ECCELLENZA DELL’OPERA

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http://www.raistoria.rai.it/articoli/rossini-e-leccellenza-dellopera-italiana/11234/default.aspx  

Muore il musicista pesarese Gioacchino Rossini, compositore prolifico, consacrato dalle opere “Tancredi” e “L’Italiana in Algeri” rappresentate a Venezia nel 1813. A soli trentasette anni e all’apice del successo si ritira dalle scene con un’ultima opera, il “Guglielmo Tell”, a cui seguiranno sporadici ritorni come quello del 1841 con lo “Stabat mater”. 

PUCCINI, IL GENIO DELL’OPERA

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http://www.raistoria.rai.it/articoli/puccini-il-genio-dellopera/11386/default.aspx

Muore Giacomo Puccini. Il compositore lascia così incompiuta Turandot, opera che sarà conclusa sulla base dei suoi appunti da Franco Alfano. Tra le opere più note del maestro toscano: Manon Lescaut, Bohème, Tosca e Madama Butterfly.
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 “OperAzione Apollo è un testo originale creato appositamente per l’occasione grazie al lavoro fatto con i cantanti. Io ho abbozzato una linea drammaturgia e un canovaccio all’interno del quale potessero inserirsi brani del repertorio Barocco, Mozartiano e Rossiniano che i cantanti avevano già affrontato durante il corso con i maestri di canto.

Questo canovaccio si è poi arricchito di battute e movimenti proposti dagli stessi cantanti durante il lavoro teatrale d’improvvisazione.

 Piuttosto che fare una lezione di storia della musica oppure un concerto per le scuole abbiamo quindi unito recitazione e canto in modo da eseguire tutte le arie in modo brillante e dove i bambini possano essere anche parte attiva dello spettacolo.

 La figura che guiderà gli studenti in questo spettacolo è il Dio Apollo trasformatosi in maestro di musica. Grazie ad Apollo i ragazzi stessi potranno “azionare” o “bloccare” i cantanti.

 E’ senza dubbio un modo nuovo di porgere dei brani lirici ai giovani.

Non è un’opera, non è un musical. E’ un’OperAzione, forse un esperimento, un work in progress e senz’altro musica e teatro.

 Questa OperAzione è anche un’occasione didattica per i cantanti per approfondire lo studio sui fondamenti della recitazione e sul movimento, un lavoro che difficilmente potranno approfondire nella loro carriera a causa di tempi di produzione e messa in scena sempre più ristretti.”

 Massimo Tomassoni 

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L'OPERA IN FILM E VIDEO

Quando si parla di musica classica in Italia, facilmente si sta parlando di Casa Ricordi… la più antica casa editrice musicale italiana in attività, con quasi duecento anni di storia. Editore leader nel mercato italiano, Casa Ricordi è sicuramente il più importante editore di musica lirica al mondo. Alla promozione e sfruttamento del patrimonio costituito dall’immenso catalogo costruito nell’arco di due secoli, Casa Ricordi accompagna il continuo sviluppo di un catalogo di musica “classica” scritta oggi dai più importanti autori italiani contemporanei, con particolare attenzione anche a forme di spettacolo diversamente articolate rispetto a quelle canoniche della musica “seria”, quali musical, musica di scena, spettacoli misti.


TOSCA, Puccini

LUCIA DI LAMMERMOOR, Donizetti

AIDA, Verdi


LA BOHÈME, Puccini


IL BARBIERE DI SIVIGLIA, Rossini


L'OPERA E I CARTONI

Un grande scenografo teatrale, Emanuele Luzzati, e un bravo regista e direttore alla fotografia, Giulio Gianini, hanno creato alcuni bellissimi cartoni animati ispirati ad alcune opere liriche. Di seguito potrete ammirare La gazza Ladra, L’Italiana in Algeri ed il Flauto Magico.

La Gazza Ladra

L’italiana in Algeri

Il Flauto Magico

Emanuele Luzzati

Scenografo, costumista, pittore italiano (Genova 1921 – ivi 2007). Diplomatosi all’École des beaux-arts di Losanna, debuttò come scenografo nel 1947 in Lea Lebowitz di A. Fersen, del quale rimase collaboratore. Artista eclettico e infaticabile, ha lavorato con registi come F. Enriquez, G. De Bosio, A. Trionfo, L. Squarzina, rivelando un singolare talento in qualsiasi genere di repertorio. Molto attivo anche nel teatro lirico, ha realizzato insieme a G. Giannini alcuni film d’animazione di sottile ironia e di raffinata invenzione figurativa (La gazza ladra, 1964; Alì Babà, 1971; Il flauto magico, 1978; Pulcinella e il pesce magico, 1981). Nel 1997 Luzzati ha allestito nell’ambito della manifestazione “Luci d’Artista”, a Torino, un’installazione composta da 60 sagome di legno dipinto, raffiguranti la Natività. Nel 2000 è stato inaugurato uno spazio museale dedicato a Luzzati nel porto antico di Genova. Nel 2001 è stato nominato Grande Ufficiale della Repubblica dal presidente Ciampi. Notevole la sua attività come illustratore di libri di favole (Pinocchio di C. Collodi, 1996; Alice nel paese delle meraviglie di L. Carroll, 1998).

da Treccani .it

Giulio Gianini

Giulio Gianini (1927 – 2009) è stato regista, direttore della fotografia, artista del cinema d’animazione. Il suo nome è associato soprattutto a quello di Lele Luzzati, con il quale, accomunati dalla medesima passione per il teatro dei burattini, ha realizzato (utilizzando la tecnica della carta ritagliata) alcuni dei capolavori della storia del cinema animato: fra questi La gazza ladra e Pulcinella, che hanno ricevuto due nominations agli Oscar (1964 e 1973) e innumerevoli premi in tanti festival internazionali. Luzzati e Gianini hanno firmato insieme molti lavori tra cui Omaggio a RossiniPulcinella e il pesce magicoIl flauto magico e L’uccello di fuoco che sono stati pubblicati da Gallucci nella collana Stravideo. Anche il Dvd I cinque Lionni, per la regia di Gianini, è stato pubblicato da Gallucci nella collana Stravideo.

COS'E' L'OPERA LIRICA

Spettacolo, detto anche melodramma, in cui l’azione teatrale si sviluppa attraverso la musica e il canto. Pur assumendo denominazioni diverse a seconda di argomento (o. buffao. seria), epoca e paese (opéra-balletopéra-comiquetragédie-lyriquegrand-opéraSingspiel ecc.), questo genere è accomunato da alcuni elementi: testo poetico appositamente predisposto (il libretto), musica, scenografie, costumi ed eventuali azioni coreografiche.

1. Le origini

Sebbene esistessero precedenti forme di azione musicale, l’o. nacque intorno al 1600 grazie a un cenacolo di musicisti e letterati che si riuniva a Firenze in casa del conte G. Bardi e che propugnava il ritorno alla tragedia classica, basata su una stretta adesione della musica al testo. Il primo esempio fu Dafne (1598 ca., O. Rinuccini-I. Peri), della quale sono pervenuti solo alcuni brani. Nel 1600 seguì Euridice, composta dagli stessi autori (con brani di G. Caccini) ed eseguita a Firenze a Palazzo Pitti. Nello stesso anno a Roma E. de’ Cavalieri mise in scena la Rappresentazione di Anima et di Corpo. A questo tipo di spettacoli diede un grande impulso C. Monteverdi con il suo Orfeo (1607), ma soprattutto con L’incoronazione di Poppea (1643). Nel frattempo a Venezia nel 1637 era stato inaugurato il primo teatro impresariale, il S. Cassiano. Il nuovo genere di spettacolo si diffuse in tutta Italia (soprattutto a Napoli, Venezia e Roma) e in Europa. In Francia G.B. Lulli concepì un tipo diverso di o., la tragédie-lyrique, sorta di trasposizione in musica della tipica declamazione del teatro di P. Corneille e J. Racine. In Inghilterra H. Purcell tentò di introdurre un melodramma nazionale con Didone ed Enea (1689).

2. Il Settecento

All’inizio del 18° sec., con A. Scarlatti e poi G.F. Haendel, si affermò uno schema detto ‘a numeri chiusi’, a causa della netta separazione tra i vari momenti musicali (arie e recitativi). Grande importanza avevano i cantanti, soprattutto i castrati, che univano potenza vocale e virtuosismo tecnico (epoca del ‘belcanto’). Per dare nuova vitalità all’o. seria, minata dal predominio dei cantanti e fiacca dal punto di vista drammatico, C.W. Gluck tentò una riforma, abolendo parzialmente i virtuosismi canori e affidandosi a libretti più coerenti scritti da R. de’ Calzabigi. Parallelamente all’o. seria nacque, a Napoli, e si sviluppò l’o. buffa, specie di melodramma basato su soggetti di matrice popolare che traeva origine dalla forma dell’intermezzo; l’esempio più famoso fu La serva padrona (1733) di G.B. Pergolesi. Da allora, l’o. buffa dominò in tutta Europa, grazie a compositori come N. Piccinni, G. Paisiello, D. Cimarosa, B. Galuppi.

Con W.A. Mozart il teatro d’o. ebbe uno dei suoi momenti più alti, anche se con schemi che erano ancora quelli dell’o. seria (Idomeneo, Re di Creta e La Clemenza di Tito) o dell’o. buffa italiana (Le nozze di FigaroCosì fan tutteDon Giovanni, su libretto di L. Da Ponte), oppure del Singspiel tedesco (Il ratto dal serraglio e Il flauto magico). In Francia si andava sviluppando l’opéra-ballet, un teatro musicale autoctono ricco di recitativi liberi, cori e danze che fu praticato da numerosi compositori tra cui A. Campra e, soprattutto, J.-P. Rameau, le cui Les indes galantes (1735) rappresentano una delle massime espressioni del genere. L’arrivo a Parigi intorno al 1750 di alcune compagnie italiane scatenò la querelle des bouffons, la polemica cioè tra i sostenitori dell’o. francese e quelli che (con in testa J.-J. Rousseau) preferivano i ‘buffonisti’ italiani.

3. L’Ottocento

Dopo l’esperienza di L. Cherubini, G. Spontini e S. Mayr, nei primi anni del 19° secolo l’Italia vide il predominio di G. Rossini che, pur rifacendosi alla tradizione settecentesca del belcanto, la ampliò e la modificò con particolare inventiva (Il barbiere di SivigliaGuglielmo Tell). Più giovani di lui, V. Bellini e G. Donizetti composero opere già orientate verso il gusto romantico per le storie tragiche incentrate su contrasti amorosi e politici. Nel panorama italiano irruppe quindi G. Verdi, che sviluppò un’o. vigorosa, ricca di tensioni drammatiche (Rigoletto,TrovatoreTraviataAidaOtello).

In Germania i compositori si avvicinarono a temi fantastici e fiabeschi, tratti da leggende o storie popolari: nacque così l’o. romantica (C. Maria von Weber, Il franco cacciatore, 1821). Da qui partì R. Wagner per creare il Wort-Ton Drama basato sull’unione profonda di parole e musica, che aboliva del tutto le forme chiuse, in modo che musica e canto potessero fluire senza interruzioni (melodia infinita) e tramite temi ricorrenti (Leitmotive).

In Francia, oltre alla presenza di musicisti italiani (Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi), si registrò la nascita di un teatro musicale nazionale, comprendente il grand-opéra(il cui principale esponente fu G. Meyerbeer; ➔ grand-opéra), l’opéra-comique(spettacolo misto con parti recitate e cantate che prende il nome dal teatro parigino deputato a ospitare commedie inframezzate da brani musicali), coltivato in particolare da D. Auber e A. Adam, e il nuovo genere dell’opéra-lyrique, inaugurato dal Faust (1859) di C. Gounod. Tra i grandi operisti francesi: H. Berlioz, C. Saint-Saëns, G. Bizet e J. Massenet.

Anche in altri paesi europei venne elaborata un’o. nazionale nella lingua locale: molto attive furono le scuole russa (M.I. Glinka, M.P. Musorgskij, A.P. Borodin, N.A. Rimskij Korsakov, P.I. Čajkovskij) e slava (B. Smetana, A. Dvořák, L. Janáček).

4. Gli sviluppi di fine Ottocento e le avanguardie novecentesche

Oltre che dal filone verista (P. Mascagni, R. Leoncavallo e U. Giordano), il periodo tra 19° e 20° sec. fu caratterizzato dalla personalità di G. Puccini che creò un tipo d’o. di grande impatto con melodie attraenti, ma allo stesso tempo raffinata nella concezione drammatico-musicale. Tra le diverse tendenze estere: l’o. impressionista Pelléas et Melisande (1902) di C. Debussy, le prime sperimentazioni della musica atonale di Erwartung (1909) di A. Schönberg. Sulla scia di Wagner si pose il più rappresentativo compositore tedesco della prima metà del Novecento, R. Strauss.

Dopo gli anni 1920 la crisi del linguaggio musicale si è proiettata anche in ambito operistico. Alcuni compositori hanno raccolto la tradizione ottocentesca rielaborandola, altri l’hanno rifiutata cercando nuovi tipi di teatro musicale, altri ancora hanno recuperato, ma in senso polemico, la struttura a numeri chiusi, e così via. Terminato il periodo delle cosiddette avanguardie (tra gli anni 1950-70) che rifiutavano l’idea stessa di o., si è profilato un nuovo interesse per il teatro musicale, anche tradizionalmente inteso.

L’avvento della televisione, del computer, dell’elettronica e di nuovi modi di rapportarsi alla storia e alla vita culturale ha permesso a molti compositori di intrecciare il teatro musicale con altri tipi di spettacolo, creando così eventi musicali multimediali (che si avvalgono cioè di mezzi diversi), multilinguistici (uso di differenti linguaggi) e multiculturali (uso di diverse tradizioni culturali). Tra i maggiori operisti del Novecento: A. Berg, I. Stravinskij, A. Honegger, R. Strauss e P. Hindemith, I. Pizzetti, L. Berio, G. Manzoni, H. Pousseur, S. Bussotti, L. Nono.

CALENDARIO OPERA PLAY

CALENDARIO OPERA PLAY

Nel mese di aprile 2015 il Progetto Opera Play si è articolato con la realizzazione di due produzioni:
La Serva Padrona di G. B. Pergolesi, regia di Giorgio Bongiovanni, e
Operazione Apollo, su musiche di Monteverdi, Händel, Vivaldi, Mozart e Rossini, testo di Massimo Tomassoni

La Serva Padrona
di Giovan Battista Pergolesi
Regia di Giorgio Bongiovanni

Lunedì 13 aprile – ore 11,20 – IIS “Sansi – Leonardi – Volta”,
Piazza Carducci, 1

Martedì 14 aprile – Ore 11,00 – IIS “Sansi – Leonardi – Volta”,
Piazza XX Settembre, 1 – c/o Liceo Artistico

Mercoledì 15 aprile – ore 11,10 – Istituto Comprensivo Spoleto 2,
Via Arpago Ricci, 8

 Giovedì 16 aprile – ore 10.30 – Istituto Comprensivo “Dante Alighieri”,
Via Don Pietro Bonilli, 8

Giovedì 16 aprile – ore 12,30 – IIS – Tecnico Professionale Spoleto,
Via Visso

Venerdì 17 aprile – ore 11,00 – Istituto Professionale Alberghiero,
Via S. Paolo, 1

Sabato 18 aprile – ore 10,00 – Istituto Comprensivo Spoleto 2,
Via Arpago Ricci, 8

Sabato 18 aprile – ore 12,00 – Istituto Comprensivo Spoleto 2,
Via Nursina, 1


OperAzione Apollo 

Musiche di Monteverdi, Händel,
Vivaldi, Mozart e Rossini
Testo di Massimo Tomassoni

Lunedì 20 aprile – ore 10,30 – Istituto Comprensivo “Dante Alighieri”,
Via Don Pietro Bonilli, 8

Lunedì 20 aprile – ore 14,30 – Scuola Elementare Maestre Pie Filippini,
Piazza Edmondo De Amicis, 1

Martedì 21 aprile – ore 11,00 – II Circolo Didattico F. Toscano,
Via Cerquiglia, 61

Mercoledì 22 aprile – ore 11,00 – I Circolo Didattico,
Piazza XX Settembre, 8

Giovedì 23 aprile – ore 11,00 – I Circolo Didattico,
Piazza XX Settembre, 8

Venerdì 24 aprile ore 10.30 e 11.30 (doppio spettacolo)
– II Circolo Didattico F. Toscano, Via Cerquiglia, 61 


Manifesto Boheme

COS'E' OPERA PLAY?

Opera Play, Chi è di scena? – Le scuole all’opera, L’opera a scuola è un progetto del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto nato negli anni per avvicinare i giovani all’opera lirica. Ogni anno, da oltre dieci anni circa, 2000 bambini e ragazzi assistono annualmente a Spoleto ad un’opera nell’ambito della Stagione Lirica Sperimentale.

Ci chiamiamo Teatro Lirico Sperimentale in quanto sperimentiamo giovani cantanti lirici all’inizio della propria carriera. Selezioniamo i cantanti attraverso un concorso europeo di canto giunto alla 69 edizione, il più antico in Italia e tra i maggiori a livello internazionale, oltre a selezionarne altri in apposite audizioni o corsi di formazione.

Dopo il Concorso, i cantanti seguono un corso di perfezionamento a Spoleto, al termine del quale debuttano nella Stagione Lirica di Spoleto e dell’Umbria da noi organizzati. Assistono agli spettacoli critici, giornalisti, direttori artistici dei maggiori teatri ed agenti di artisti. I migliori continuano poi la carriera spesso affermandosi nei più prestigiosi teatri italiani ed internazionali.

Con Opera Play intendiamo diffondere la musica e il teatro musicale nella scuola e tra i giovani e per questo abbiamo organizzato e preparato due spettacoli che saranno direttamente presentati nelle scuole della città: La serva padrona di Giovan Battista Pergolesi e OperAzione Apollo su musiche di Monteverdi, Händel, Vivaldi, Mozart e Rossini.

Giorgio Bongiovanni e Massimo Tomassoni ne hanno curato rispettivamente la regia, mentre Irene Lepore, Lorenzo Orlandi e Luca De Marchis il coordinamento,

Protagonisti saranno gli allievi dei Corsi di Alta Formazione Professionale, quello per Cantante del Repertorio Barocco, Mozartiano e Rossiniano e per Pianista Maestro Collaboratore Sostituto del Teatro Musicale. Hanno studiato per tre mesi con ottimi insegnanti, si sono perfezionati dopo aver tutti conseguito il diploma in conservatorio, sono entusiasti e bravi e Opera Play sarà l’occasione di mettersi alla prova con un pubblico molto esigente, quello dei bambini e dei giovani in generale.

Questi i protagonisti di Opera Play:

Cantanti:

Mariangela Cafaro, soprano

Alessandra Maniccia, soprano

Chiara Notarnicola, soprano

Maria Chiara Gallo, mezzosoprano

Midori Kamishima, mezzosoprano

Chiara Manese, mezzosoprano

Candida Guida, contralto

Pedro Bomba, baritono

Eugenio Di Lieto, basso

Marco Simonelli, basso

 

Pianisti:

Cristina Battistella

Sara Dimattia

Yeshi Solomon Granieri

Qilun Na

Chiara Pulsoni

Manuela Ricci

Eleonora Siciliano

Fabio Spinsanti

Bojie Yin

Andrea Maria Zanforlin

É bene conoscere l’esistenza dell’opera lirica, una forma d’arte emblematica della cultura del nostro paese, un simbolo dell’Italia. L’opera e la musica più in generale sono cultura e la cultura deve essere considerata un bene primario, un bene indispensabile come l’acqua. E come l’acqua anche la cultura deve essere protetta, difesa.


“La cultura arricchisce sempre
La cultura permette di superare tutti i limiti
Chi ama la cultura desidera conoscere tutte le culture e quindi è contro il razzismo
La cultura, quindi anche la musica, è ascolto, che è la base del vivere civile e del pluralismo. Nelle orchestre con cui faccio musica, come ad esempio nell’Orchestra Mozart a Bologna, i musicisti vengono da tutta Europa.
Alle prove parliamo diverse lingue, ma spesso bastano solo degli sguardi e il sapersi ascoltare l’uno con l’altro
La cultura rende anche economicamente
La cultura è contro la volgarità e permette di distinguere tra bene e male
La cultura permette di smascherare sempre i bugiardi
La cultura è lo strumento per giudicare chi ci governa
La cultura è libertà di espressione e di parola
La cultura salva: sono stati la musica e i miei figli che mi hanno aiutato a guarire dalla malattia la cultura porta valori sempre e comunque positivi, soprattutto ai giovani con la cultura si sconfigge il disagio sociale delle persone, soprattutto dei giovani, il loro sentirsi persi e disorientati
La cultura è riscatto dalla povertà: in Venezuela, non certo un Paese ricco come l’Italia, José Antonio Abreu ha organizzato un sistema che in trent’anni ha insegnato la musica a 400.000 bambini e ragazzi, spesso salvandoli dalla droga, dalla violenza e dando loro un’opportunità di vita 
Cultura è far sì che i nostri figli possano andare un giorno a teatro per poter vivere la magia della musica, come feci quando avevo sette anni e una sera alla Scala decisi di riprodurre un giorno quella magia…
La cultura è un bene comune e primario, come l’acqua: i teatri, le biblioteche, i musei, i cinema sono come tanti acquedotti
La cultura è come la vita, e la vita è bella”
Claudio Abbado 
http://it.wikipedia.org/wiki/Claudio_Abbado

“OperAzione Apollo”

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OperAzione Apollo è un testo originale creato appositamente per l’occasione grazie al lavoro fatto con i cantanti. Io ho abbozzato una linea drammaturgia e un canovaccio all’interno del quale potessero inserirsi brani del repertorio Barocco, Mozartiano e Rossiniano che i cantanti avevano già affrontato durante il corso con i maestri di canto.

Questo canovaccio si è poi arricchito di battute e movimenti proposti dagli stessi cantanti durante il lavoro teatrale d’improvvisazione.

Piuttosto che fare una lezione di storia della musica oppure un concerto per le scuole abbiamo quindi unito recitazione e canto in modo da eseguire tutte le arie in modo brillante e dove i bambini possano essere anche parte attiva dello spettacolo.

La figura che guiderà gli studenti in questo spettacolo è il Dio Apollo trasformatosi in maestro di musica. Grazie ad Apollo i ragazzi stessi potranno “azionare” o “bloccare” i cantanti.

E’ senza dubbio un modo nuovo di porgere dei brani lirici ai giovani.

Non è un’opera, non è un musical. E’ un’OperAzione, forse un esperimento, un work in progress e senz’altro musica e teatro.

Questa OperAzione è anche un’occasione didattica per i cantanti per approfondire lo studio sui fondamenti della recitazione e sul movimento, un lavoro che difficilmente potranno approfondire nella loro carriera a causa di tempi di produzione e messa in scena sempre più ristretti.

 

Massimo Tomassoni